Due detective, il commissario Antonio Mariani e la moglie – ingegnere informatico – cercano di individuare un misterioso serial killer: uomo o donna? Giovane o vecchio? L’unica certezza è che prima di ogni delitto invia messaggi sibillini ed inquietanti, chiari indizi della sua intenzione di colpire il nucleo familiare della vittima. Dalla Foce ai Corsi, da Romanengo a Feltrinelli, si estende una caccia serrata per fermare l’assassino e scoprire la verità.

Il libro narrato in prima persona e scritto in forma di dialogo, Morte a domicilio si configura come un inesausto monologo del protagonista, il commissario Antonio Mariani, che inavvertitamente scivola dal preciso e fedele resoconto sulle indagini di polizia intorno ad alcuni omicidi seriali al lacunoso e reticente racconto delle proprie difficoltà matrimoniali. L’aspetto privato della vita del protagonista assume sempre più importanza, sino a sfociare nello sdoppiamento della figura del detective: accanto al ruolo tradizionale e canonico del commissario si pone quello inconsueto della moglie, ingegnere esperto di problemi di simulazione, ‘chiromante tecnologica e computerizzata’. In una Genova appena accennata, ma tuttavia riconoscibile, si snodano l’indagine poliziesca e quella, legata alla prima con nodi sempre più stretti, sul problematico rapporto di coppia dei protagonisti.

Morte a domicilio

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